Editoriale – Settembre 2018

“SIATE PELEGRINI SULLA STRADA DEI VOSTRI SOGNI”

via Editoriale

di Chiara Sabbioni (da “Inchiostro” del 29/08/2018)

Ecco l’invito che Papa Francesco ha rivolto ai 70 mila giovani italiani che nel pomeriggio dell’11 Agosto hanno raggiunto il Circo Massimo dopo aver camminato “per mille strade” (come recita lo slogan dell’iniziativa) lungo alcuni tratti della via Francigena sulle orme di pellegrini, Santi e Padri della Chiesa.

Questo incontro è stato voluto caldamente dal Santo Padre. Non a caso il filo rosso che guiderà la XV assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma durante il mese di Ottobre, riguarderà “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Giovani sinonimo di movimento, cambiamento; fede che è affidarsi all’assurdo; scelta e vocazione, quindi coraggio di rischiare tutto per realizzare ciò che di più bello è racchiuso nel proprio cuore.

La Pastorale Giovanile della diocesi di Pavia ha scelto di percorrere dal 7 al 10 Agosto i 75km circa che collegano Fidenza a Passo della Cisa in tre tappe (Fidenza – Fornovo di Taro – Cassio – Passo della Cisa) con un gruppo di 80 ragazzi, accompagnati nell’ultimo tratto dal Vescovo Mons. Corrado Sanguineti.

Ma cosa ha spinto così tanti ragazzi e ragazze, me compresa, a mettersi in cammino per raggiungere Roma? Si possono supporre tanti buoni motivi. Camminare, si sa, fa bene al corpo e allo spirito, inoltre offre l’occasione per riscoprire se stessi e stare in compagnia. E poi si può sempre raccontare una volta tornati a casa di aver vissuto una vacanza alternativa. Ovviamente con un volo di un’ora circa si sarebbero potuti risparmiare giorni di stanchezza, notti in bianco, una grandinata imprevista o la scomodità del ciottolato di Via Della Conciliazione come materasso.

Semplicemente si sono messi in viaggio perché chiamati, perché questi giovani forse non vogliono risparmiarsi. Hanno tante domande nel cuore e sono uniti da un’unica fede, non sempre facile da mantenere salda, eppure ancora viva sotto la cenere.

I temi sui quali è incentrato il prossimo Sinodo irrompono nel clericalismo e nella tranquillità di chi ha venduto i propri sogni in cambio di una vita volta unicamente al benessere materiale, che finisce presto con il rendere anche i giovani «anestetizzati». Quando al contrario sono proprio i sogni che «tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte».

Queste sono alcune tra le parole che il Santo Padre ha rivolto ai giovani, chiare e dirette. Sanno dare conforto e, cosa ancor più importante, affidano ad ognuno di noi, presente o meno all’appuntamento, un compito. Ci chiedono di avere il coraggio di scegliere senza mezze misure, senza scuse. Più volte il Papa ha ripetuto che la vita si realizza e tutti noi abbiamo la capacità di farlo, così come la libertà non è un inganno. «Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e impegnarvi per un’umanità più fraterna.» Solo in questo modo la Chiesa diventa popolo in uscita.

Costruire la propria identità richiede sforzi e sacrifici, come un sentiero di montagna da percorrere in salita, ma quanta soddisfazione e gioia si provano una volta raggiunta la cima! E la gioia si moltiplica quando a camminare non si è da soli, ma con qualcuno al proprio fianco.

Il cammino è nota metafora dell’esistenza, richiede uno sforzo fisico e insieme  ha la capacità di interrogarci nel profondo. Ho letto da qualche parte che l’uomo è viator, termine che a partire dal Medioevo indica il viandante. Non siamo in fondo tutti noi pellegrini sulle strade della nostra quotidianità, alla ricerca di un senso che avvalori la nostra vita?  Al contempo, però, il viator è messaggero, ha qualcosa da comunicare, offrire al mondo. Sì, perché i giovani possono essere «buoni maestri». Proprio loro che spesso sono rifiutati o sottovalutati, e mi riferisco all’ambiente lavorativo ad esempio, perché privi di esperienza.

Per diventare testimoni e maestri, però, è prima essenziale chiedersi: da dove arrivano i nostri sogni? Cosa li muove? A chi sono rivolti?

Vi lascio con queste domande e con il link dove potrete trovare il discorso completo che il Papa ha indirizzato ai giovani. Indipendentemente da quale sia il vostro credo o posizione nei confronti della Chiesa penso valga la pena dargli un’occhiata.

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2018/august/documents/papa-francesco_20180811_giovani-italiani.html

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