Editoriale – Agosto 2021

Quel fuoco atteso

via Editoriale

di Luca Gregorelli, responsabile del Servizio diocesano per la Pastorale dello Sport

«Carissimo atleta, quando la fiaccola, partita da Olimpia, accenderà il braciere, sarà come avvertire l’eco di una voce amica: “Eccoci, finalmente: ti aspettavo, mi aspettavi. Ci aspettavamo”». 

Così si rivolge Papa Francesco in una lettera indirizzata agli atleti che partecipano alle Olimpiadi 2020/2021. 

L’accensione della fiaccola olimpica nella notte di Tokyo, momento tanto atteso e tanto agognato, dice molto alle nostre vite e al momento che stiamo attraversando.

Nel mondo antico mai si erano fermati i giochi: erano le guerre e le altre situazioni della storia a fermarsi dinnanzi al sacro fuoco di Olimpia. Le Olimpiadi moderne non si sono tenute solo in tre occasioni, nel 1916, nel 1940 e nel 1944, in concomitanza con le due guerre mondiali; a queste purtroppo va aggiunto il 2020 a causa dei motivi che ben conosciamo e che oramai fanno parte della nostra quotidianità. Nonostante le difficoltà, Tokyo 2020, i trentaduesimi giochi estivi della storia, si sono potuti iniziare nel 2021.

«Provo ad immaginarmi – continua il Papa – i tuoi mesi di attesa, di preparazione. Per qualcuno si è trattato di anni: di anonimato, di solitudine, di progettazione. Tu, il tuo allenatore e quella voce che, da dentro, adesso è lì a bisbigliarti: “Eccola la tua grande occasione: giocatela fino in fondo, accendila!” Non giocarla potrebbe significare, un giorno, fare i conti con il rimpianto: uno dei peggiori, poi, non è quello di non avere mai avuto un’occasione, ma di averla avuta e di non essere stato capace di coglierla. L’Olimpiade è la tua grande occasione sportiva.»

Mai ci eravamo fermati così a lungo nella frenesia delle nostre vite. Mai ci eravamo sentiti così soli, chiusi nelle nostre case in attesa di buone notizie, di ricominciare a respirare e di non sentire più il suono di quelle sirene ormai così frequente. Abbiamo rimandato molte cose, nella speranza di poterle recuperare. Per qualcuno si è trattato di occasioni perse, di un momento della vita che mai gli sarà restituito. Il rischio di farsi travolgere dalla paura, dall’angoscia e dalla depressione è stato alto, e non tutti sono riusciti a superarlo indenni.

Ma questa nebbia può anche averci portato degli insegnamenti, anche se a caro prezzo: può e deve averci insegnato a non vivacchiare ma a vivere, a far emergere da dentro di noi quel fuoco che, come il sacro fuoco di Olimpia, ci porta a dire: Ecco la tua grande occasione: giocatela fino in fondo, accendila!

Il Papa ci ricorda che lo spirito sportivo ha la grande capacità di lasciare il mondo, e le nostre vite, più belle di come le si sono trovate: «La vita è un’opportunità, coglila — scrisse santa Teresa di Calcutta — La vita è una sfida, affrontala. Afferrala: il talento, quando incrocia un’opportunità, diventa d’oro, d’argento, di bronzo…

Al mondo, disturbato da mille disgrazie, con il tuo gesto sportivo è come se donassi un annuncio di bellezza: “C’è un’isola di opportunità, nel mezzo di un mare di difficoltà”.»